Il contributo analizza la fase esecutiva del concordato preventivo alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), con particolare riferimento al ruolo del commissario giudiziale e alle modalità operative delineate dalla più recente giurisprudenza di merito. Muovendo da una ricostruzione sistematica del quadro normativo interno e sovranazionale, lo studio evidenzia come la fase esecutiva assuma una funzione centrale nel garantire l’effettività della tutela del ceto creditorio, superando la tradizionale marginalità rispetto alla fase di omologazione. Attraverso l’analisi della sentenza del Tribunale di Firenze dell’8 gennaio 2025, il lavoro mette in luce l’evoluzione del commissario giudiziale da organo di vigilanza passiva a soggetto titolare di poteri di controllo attivo, informazione qualificata e intervento sostitutivo, in linea con le indicazioni della Direttiva (UE) 2019/1023. Particolare attenzione è dedicata ai meccanismi di monitoraggio nella continuità aziendale, alla gestione degli squilibri finanziari, nonché alle operazioni potenzialmente pregiudizievoli, incluse quelle infragruppo. I risultati evidenziano l’emersione di un modello di esecuzione concordataria fondato su un sistema di controlli diffusi e dinamici, idoneo a garantire trasparenza, tracciabilità e tutela effettiva dei creditori. In prospettiva de iure condendo, si sottolinea l’esigenza di una più puntuale codificazione dei poteri commissariali e degli obblighi informativi nella fase esecutiva, al fine di ridurre le disomogeneità applicative e rafforzare la certezza del diritto
La fase esecutiva del concordato preventivo: ruolo del commissario giudiziale e modalità operative
Antonio Capasso
2026-01-01
Abstract
Il contributo analizza la fase esecutiva del concordato preventivo alla luce del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (CCII), con particolare riferimento al ruolo del commissario giudiziale e alle modalità operative delineate dalla più recente giurisprudenza di merito. Muovendo da una ricostruzione sistematica del quadro normativo interno e sovranazionale, lo studio evidenzia come la fase esecutiva assuma una funzione centrale nel garantire l’effettività della tutela del ceto creditorio, superando la tradizionale marginalità rispetto alla fase di omologazione. Attraverso l’analisi della sentenza del Tribunale di Firenze dell’8 gennaio 2025, il lavoro mette in luce l’evoluzione del commissario giudiziale da organo di vigilanza passiva a soggetto titolare di poteri di controllo attivo, informazione qualificata e intervento sostitutivo, in linea con le indicazioni della Direttiva (UE) 2019/1023. Particolare attenzione è dedicata ai meccanismi di monitoraggio nella continuità aziendale, alla gestione degli squilibri finanziari, nonché alle operazioni potenzialmente pregiudizievoli, incluse quelle infragruppo. I risultati evidenziano l’emersione di un modello di esecuzione concordataria fondato su un sistema di controlli diffusi e dinamici, idoneo a garantire trasparenza, tracciabilità e tutela effettiva dei creditori. In prospettiva de iure condendo, si sottolinea l’esigenza di una più puntuale codificazione dei poteri commissariali e degli obblighi informativi nella fase esecutiva, al fine di ridurre le disomogeneità applicative e rafforzare la certezza del dirittoI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

