Il saggio analizza la relazione tra populismo e riforme costituzionali nel contesto italiano contemporaneo, con particolare attenzione alle proposte di riforma dell’attuale maggioranza parlamentare di destra. L’autore adotta una prospettiva critica per esaminare in che modo l’approccio populista influenzi le proposte di revisione della forma di governo e la concezione della sovranità popolare, evidenziando la tensione tra il principio della rappresentanza parlamentare e l’adozione di legislazioni elettorali incentrate sul premio di maggioranza. Dopo una breve riflessione teorica sulle caratteristiche del populismo costituzionale, l’analisi si sofferma sulle proposte di introduzione del premierato elettivo, mettendo in luce il rischio di una riduzione della funzione parlamentare e di un indebolimento dei contrappesi democratici. Il saggio, però, mette in luce che forme di governo simili a quella ora proposta sono state propugnate nella storia costituzionali italiana fin dagli anni Venti del secolo scorso e che esse sono state fatte proprie non solo dalla destra ma anche dal centro e dalla sinistra. Curiosamente, peraltro, la vera resistenza al populismo costituzionale per il tramite di legislazioni elettorali con premio di maggioranza non è venuta tanto dalle élite, quanto dalla volontà popolare espressa attraverso il referendum, che ha ripetutamente bocciato tentativi di concentrazione del potere
Populismo costituzionale e antiparlamentarismo: il caso italiano nel dibattito sulle riforme istituzionali
lorenzo spadacini
2025-01-01
Abstract
Il saggio analizza la relazione tra populismo e riforme costituzionali nel contesto italiano contemporaneo, con particolare attenzione alle proposte di riforma dell’attuale maggioranza parlamentare di destra. L’autore adotta una prospettiva critica per esaminare in che modo l’approccio populista influenzi le proposte di revisione della forma di governo e la concezione della sovranità popolare, evidenziando la tensione tra il principio della rappresentanza parlamentare e l’adozione di legislazioni elettorali incentrate sul premio di maggioranza. Dopo una breve riflessione teorica sulle caratteristiche del populismo costituzionale, l’analisi si sofferma sulle proposte di introduzione del premierato elettivo, mettendo in luce il rischio di una riduzione della funzione parlamentare e di un indebolimento dei contrappesi democratici. Il saggio, però, mette in luce che forme di governo simili a quella ora proposta sono state propugnate nella storia costituzionali italiana fin dagli anni Venti del secolo scorso e che esse sono state fatte proprie non solo dalla destra ma anche dal centro e dalla sinistra. Curiosamente, peraltro, la vera resistenza al populismo costituzionale per il tramite di legislazioni elettorali con premio di maggioranza non è venuta tanto dalle élite, quanto dalla volontà popolare espressa attraverso il referendum, che ha ripetutamente bocciato tentativi di concentrazione del potereI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

