Questo articolo esamina la proposta di riforma della legge elettorale recentemente presentata dalla maggioranza parlamentare, ricostruendone il funzionamento e valutandone alcune implicazioni sul piano costituzionale. Dopo aver descritto i principali elementi del sistema proposto – in particolare l’abolizione dei collegi uninominali per la gran parte dei seggi, il ricorso esclusivo ai collegi plurinominali e l’introduzione di un premio di governabilità nazionale – il lavoro si concentra su quattro profili problematici. Il primo riguarda il principio di uguaglianza del voto. Il meccanismo attraverso il quale viene costituita la dotazione del premio di governabilità comporta infatti la sottrazione di una quota di seggi alla distribuzione ordinaria tra le circoscrizioni, con la conseguenza che seggi originariamente attribuiti a determinati territori possono essere assegnati sulla base di un risultato nazionale complessivo. Ciò può determinare una dissociazione tra il territorio dal quale i seggi provengono e il voto espresso dagli elettori di quel territorio. Il secondo profilo concerne il Senato della Repubblica. L’attribuzione di un premio determinato su base nazionale appare suscettibile di entrare in tensione con il principio della elezione “su base regionale” stabilito dall’art. 57 Cost., nella misura in cui la rappresentanza senatoriale delle singole regioni può risultare influenzata da voti espressi in altre parti del territorio nazionale. In terzo luogo, il lavoro considera gli effetti della generalizzazione delle liste bloccate, conseguente all’eliminazione dei collegi uninominali, alla luce della giurisprudenza costituzionale in materia di rappresentanza democratica.
La proposta di riforma della legge elettorale tra rappresentanza, uguaglianza del voto e forma di governo
lorenzo spadacini
2026-01-01
Abstract
Questo articolo esamina la proposta di riforma della legge elettorale recentemente presentata dalla maggioranza parlamentare, ricostruendone il funzionamento e valutandone alcune implicazioni sul piano costituzionale. Dopo aver descritto i principali elementi del sistema proposto – in particolare l’abolizione dei collegi uninominali per la gran parte dei seggi, il ricorso esclusivo ai collegi plurinominali e l’introduzione di un premio di governabilità nazionale – il lavoro si concentra su quattro profili problematici. Il primo riguarda il principio di uguaglianza del voto. Il meccanismo attraverso il quale viene costituita la dotazione del premio di governabilità comporta infatti la sottrazione di una quota di seggi alla distribuzione ordinaria tra le circoscrizioni, con la conseguenza che seggi originariamente attribuiti a determinati territori possono essere assegnati sulla base di un risultato nazionale complessivo. Ciò può determinare una dissociazione tra il territorio dal quale i seggi provengono e il voto espresso dagli elettori di quel territorio. Il secondo profilo concerne il Senato della Repubblica. L’attribuzione di un premio determinato su base nazionale appare suscettibile di entrare in tensione con il principio della elezione “su base regionale” stabilito dall’art. 57 Cost., nella misura in cui la rappresentanza senatoriale delle singole regioni può risultare influenzata da voti espressi in altre parti del territorio nazionale. In terzo luogo, il lavoro considera gli effetti della generalizzazione delle liste bloccate, conseguente all’eliminazione dei collegi uninominali, alla luce della giurisprudenza costituzionale in materia di rappresentanza democratica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

