Con l’Ordinanza n. 35715 del 5 dicembre 2022, la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della dibattuta vicenda relativa alla legittimità di una cartella di pagamento emessa nei confronti di un’impresa sottoposta alla procedura di concordato preventivo. Nella fattispecie, l’atto era stato impugnato dalla contribuente, che aveva eccepito la violazione dell’art. 168 della Legge fallimentare, il quale prescrive il divieto per i creditori per titolo o causa anteriore di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, dalla data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sino al decreto di omologazione del concordato.La frequenza con la quale si ripropongono tali controversie sollecita una riflessione più ampia sull’accertamento e la riscossione dei crediti tributari nell’ambito della procedura di concordato preventivo, alla ricerca di stabili criteri ermeneutici e per verificare la coerenza del sistema rispetto ai principidi fondo che governano le due discipline. In tale prospettiva, sarà preliminarmente opportuno analizzare i presupposti che consentono di attribuire ai crediti tributari una natura concorsuale, al fine di valutarne poi l’eventuale azionabilità in costanza di concordato preventivo.
L’accertamento e la riscossione coattiva dei crediti tributari nell’ambito del concordato preventivo tra regole strutturali e peculiari questioni interpretative
Nicolò Treglia
2023-01-01
Abstract
Con l’Ordinanza n. 35715 del 5 dicembre 2022, la Corte di Cassazione è tornata ad occuparsi della dibattuta vicenda relativa alla legittimità di una cartella di pagamento emessa nei confronti di un’impresa sottoposta alla procedura di concordato preventivo. Nella fattispecie, l’atto era stato impugnato dalla contribuente, che aveva eccepito la violazione dell’art. 168 della Legge fallimentare, il quale prescrive il divieto per i creditori per titolo o causa anteriore di iniziare o proseguire azioni esecutive e cautelari sul patrimonio del debitore, dalla data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sino al decreto di omologazione del concordato.La frequenza con la quale si ripropongono tali controversie sollecita una riflessione più ampia sull’accertamento e la riscossione dei crediti tributari nell’ambito della procedura di concordato preventivo, alla ricerca di stabili criteri ermeneutici e per verificare la coerenza del sistema rispetto ai principidi fondo che governano le due discipline. In tale prospettiva, sarà preliminarmente opportuno analizzare i presupposti che consentono di attribuire ai crediti tributari una natura concorsuale, al fine di valutarne poi l’eventuale azionabilità in costanza di concordato preventivo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

