Con l’avvento del Codice della crisi e dell’insolvenza è stata abbandonata la tradizionale visione delle crisi d’impresa incentrata su paradigmi punitivi e disgregativi, a vantaggio di un approccio funzionale all’emersione tempestiva delle difficoltà nella prospettiva di incrementare le possibilità di risanamento aziendale. Muovendo da un nuovo modello di gestione del fenomeno, il Volume intende appurare se, ed eventualmente in che modo, la fiscalità possa efficacemente salvaguardare l’interesse generale ad evitare la liquidazione di imprese sane, avendo riguardo tanto al rilievo del debito tributario all’interno del passivo quanto alle modalità attuative del prelievo nel corso delle procedure. Alla luce del mutato quadro normativo – decreti attuativi della delega fiscale n. 111/2023 e decreti correttivi del Codice della crisi e dell’insolvenza – sono stati analizzati gli istituti volti a consent ire la falcidia della pretesa tributaria (transazione fiscale, cram-down fiscale, accordi sul pagamento dei tributi), nonché le diverse misure premiali all’esito della composizione negoziata della crisi d’impresa. In questo rinnovato contesto, l’esigenza di un bilanciamento e di una ponderazione di valori e interessi costituzionalmente rilevanti sembra emergere, oggi a differenza del passato, nella dinamica dei rapporti tra l’interesse fiscale ad una sollecita ed efficiente riscossione dei tributi (art. 53 Cost.), l’interesse dell’impresa in crisi alla salvaguardia del complesso produttivo (art. 41 Cost.) nonché quello dei lavoratori alla conservazione dei posti di lavoro (artt. 1, 4, 35 e 36 Cost.).
La fiscalità nella regolazione delle crisi d’impresa
Nicolò Treglia
2025-01-01
Abstract
Con l’avvento del Codice della crisi e dell’insolvenza è stata abbandonata la tradizionale visione delle crisi d’impresa incentrata su paradigmi punitivi e disgregativi, a vantaggio di un approccio funzionale all’emersione tempestiva delle difficoltà nella prospettiva di incrementare le possibilità di risanamento aziendale. Muovendo da un nuovo modello di gestione del fenomeno, il Volume intende appurare se, ed eventualmente in che modo, la fiscalità possa efficacemente salvaguardare l’interesse generale ad evitare la liquidazione di imprese sane, avendo riguardo tanto al rilievo del debito tributario all’interno del passivo quanto alle modalità attuative del prelievo nel corso delle procedure. Alla luce del mutato quadro normativo – decreti attuativi della delega fiscale n. 111/2023 e decreti correttivi del Codice della crisi e dell’insolvenza – sono stati analizzati gli istituti volti a consent ire la falcidia della pretesa tributaria (transazione fiscale, cram-down fiscale, accordi sul pagamento dei tributi), nonché le diverse misure premiali all’esito della composizione negoziata della crisi d’impresa. In questo rinnovato contesto, l’esigenza di un bilanciamento e di una ponderazione di valori e interessi costituzionalmente rilevanti sembra emergere, oggi a differenza del passato, nella dinamica dei rapporti tra l’interesse fiscale ad una sollecita ed efficiente riscossione dei tributi (art. 53 Cost.), l’interesse dell’impresa in crisi alla salvaguardia del complesso produttivo (art. 41 Cost.) nonché quello dei lavoratori alla conservazione dei posti di lavoro (artt. 1, 4, 35 e 36 Cost.).I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

